L’aurora boreale si fa rosa mentre le pietre sciano

Credits:James Marvin Phelps-Flickr

Siamo al Racetrack Playa, il lago prosciugato che si trova nella Death Valley entro i confini della California. Camminando su un pavimento naturale di fango inaridito, non si può non notare un particolare che nella desolazione di questa zona del parco risalta come un punto nero di inchiostro su un foglio bianco: pietre piccole, medie e grandi si trovano disposte sul suolo e dietro di loro dalle collinette rocciose si estende una scia anomala. Sembra un effetto simile a quello che lascia il piede sulla sabbia. Per anni le teorie che hanno cercato spiegazioni al fenomeno son state varie: da processi fisici di lenta erosione a teorie di ambito biologico. Nessuna di queste ha potuto comunque risolvere i dubbi su quelle che vengono chiamate sailing stones  come il fatto che alcune pietre rimangono ferme e altre ancora deviano la traiettoria ritornando sui loro “passi”. In ogni caso non è possibile vederle muovere e gli spostamenti sono molto lunghi, dai 3 ai 4 anni. In questo panorama insolito una troupe di ex-studenti dell’American Film Institute ha ripreso un altro fenomeno insolito: l’aurora boreale rosa.  Quando particelle cariche elettricamente provenienti dal sole incontrano molecole gassose invadendo l’atmosfera terrestre si apre davanti agli occhi di chi vive a particolari latitudini del nostro pianeta uno spettacolo luminoso mozzafiato detto northern lights. In base alla vicinanza a uno dei due poli si tratta o di aurora boreale per il nord o di aurora australe per il sud. Il motivo per il quale è possibile osservare l’aurora ai due poli è che i protoni e elettroni che raggiungono la Terra “sull’onda” del vento solare riescono ad attraversare l’atmosfera solo in quelle zone del globo dove il campo magnetico è minore.

Credits:Tor Even Mathisen-Flickr

Tra i popoli del passato tante sono le leggende e le fantasie che hanno accompagnato nei secoli questo fenomeno.I sami, antico popolo indigeno norvegiese, lo chiamava Guovssahas cioè “luce che può essere udita” perchè associavano l’aurora boreale a dei suoni. Quella che gli starchasers dell’America Film Institute hanno potuto ammirare però è un aurora molto rara alle latitudini in cui si trova la Death Valley. Esistono vari tipi , infatti, che variano per caratteristiche quali forma, intensità e colore. Generalmente un’aurora si presenta con varie sfumature di colore verde.

Il colore dipende da quale gas viene investito dalle particelle cariche provenienti dal sole. Verde è sinonimo quindi di ossigeno, come anche blu. E rosa? Questa particolare colorazione può derivare da molecole di azoto, le quali sono in grado di dare vita ad aurore rosse o blu. Può accadere che in presenza di una Coronal Mass Ejection ( o espulsione di massa dalla corona del sole) le particelle come protoni e elettroni presenti nel plasma solare vengano accelerati a una velocità di 1000 Km/s a causa delle temperature che le esplosioni di vento solare raggiungono a livello della corona. In questo stato di eccitazione l’effetto che le particelle cariche provenienti dal sole hanno sul gas atmosferico permette di visualizzare il particolare colore rosato. Che la troupe non si è lasciata sfuggire l’occasione di riprendere.

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