Brutta, cieca……ma sana

Immaginate di essere un roditore lungo 16 cm, pelle glabra, color rosa senza un pelo, occhi piccoli che, pur vivendo in una terra come l’Etiopia, non vedono quasi mai il sole. Se vi ritenete già brutti così, forse vi stavate dimenticando dei lunghi incisivi che vi portate dietro proprio sotto il muso. Utili per scavare nel sottosuolo o per battervi per la vostra regina e la vostra colonia come il William Wallace dei roditori, se siete un soldato, contro il vostro comune nemico il serpente Rhamphiophis oxyrhynchus. Sì, avete letto giusto, avete una regina e dei ruoli sociali ben definiti che vi accomunano a tutt’altro ben tipo di animali quali api e formiche. Forse sarete già stanchi della vostra vita, infondo la bellezza non è una vostra virtù e vi tocca fare avanti indietro in tunnel stretti o rischiare continuamente.

Credits: dragaroo- Flickr

Come talpa nuda africana (Heterocephalus glabris), però, avete un primato indiscusso fra tutti i roditori:la longevità. A differenza, infatti, di altre specie vivete 9 volte più a lungo. Il numero esatto di candeline che potete soffiare al massimo si aggira intorno alle 30. Strano, ma vero, non vi ammalate mai di cancro. Non esiste ineffetti alcun caso di talpa nuda africana morta per tumore maligno. Vi starete chiedendo: perchè? Se ricordate siete una talpa, e come tale non vi ponete domande. Vivete alla giornata e qualche bulbo o radice vi basta, anzi siete disposti a fare chilometri di cunicoli per riempirvi lo stomaco. All’uomo però questo fatto interessa….e anche molto. Poter scoprire il vostro segreto rappresenta una nuova promessa per aggiungere un pezzetto di puzzle alla cura contro la formazione delle neoplasie (in gergo cancro). Vi hanno anche dedicato un sito in cui scambiare i dati che gli scienziati umani raccolgono a proposito del vostro genoma, perchè secondo loro il mistero ha a che fare coi vostri geni. Alcuni fra questi scienziati provenienti dall’Università di Rochester ha trovato insolito il fatto che una particolare molecola, presente nei vostri tessuti come in quelli di tanti altri animali, si trovasse in alte concentrazioni. Questa molecola è la high molecular weight hyaluronan o ialuronano ad alto peso molecolare (HMW-HA), che rende più flessibili i tessuti e partecipa ai loro processi di ricovero. Se le vostre cellule vengono allontanate dal vostro HA diventano suscettibili alla formazione di tumori. Gli scienziati sono in seguito riusciti a riconoscere il gene che permette la sintesi di questa molecola (HAS2), hanno così notato che era differente da quello di altri animali (uomo compreso). Ineffetti, il vostro organismo è più lento a degradare l’HA che producete. Ora che lo sapete forse la vostra pelle glabra non sarà più motivo di vergogna per voi, visto che lo ialuronano che si trova in essa e che la rende tale vi conferisce una capacità che tutta la specie umana vi invidia.

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L’aurora boreale si fa rosa mentre le pietre sciano

Credits:James Marvin Phelps-Flickr

Siamo al Racetrack Playa, il lago prosciugato che si trova nella Death Valley entro i confini della California. Camminando su un pavimento naturale di fango inaridito, non si può non notare un particolare che nella desolazione di questa zona del parco risalta come un punto nero di inchiostro su un foglio bianco: pietre piccole, medie e grandi si trovano disposte sul suolo e dietro di loro dalle collinette rocciose si estende una scia anomala. Sembra un effetto simile a quello che lascia il piede sulla sabbia. Per anni le teorie che hanno cercato spiegazioni al fenomeno son state varie: da processi fisici di lenta erosione a teorie di ambito biologico. Nessuna di queste ha potuto comunque risolvere i dubbi su quelle che vengono chiamate sailing stones  come il fatto che alcune pietre rimangono ferme e altre ancora deviano la traiettoria ritornando sui loro “passi”. In ogni caso non è possibile vederle muovere e gli spostamenti sono molto lunghi, dai 3 ai 4 anni. In questo panorama insolito una troupe di ex-studenti dell’American Film Institute ha ripreso un altro fenomeno insolito: l’aurora boreale rosa.  Quando particelle cariche elettricamente provenienti dal sole incontrano molecole gassose invadendo l’atmosfera terrestre si apre davanti agli occhi di chi vive a particolari latitudini del nostro pianeta uno spettacolo luminoso mozzafiato detto northern lights. In base alla vicinanza a uno dei due poli si tratta o di aurora boreale per il nord o di aurora australe per il sud. Il motivo per il quale è possibile osservare l’aurora ai due poli è che i protoni e elettroni che raggiungono la Terra “sull’onda” del vento solare riescono ad attraversare l’atmosfera solo in quelle zone del globo dove il campo magnetico è minore.

Credits:Tor Even Mathisen-Flickr

Tra i popoli del passato tante sono le leggende e le fantasie che hanno accompagnato nei secoli questo fenomeno.I sami, antico popolo indigeno norvegiese, lo chiamava Guovssahas cioè “luce che può essere udita” perchè associavano l’aurora boreale a dei suoni. Quella che gli starchasers dell’America Film Institute hanno potuto ammirare però è un aurora molto rara alle latitudini in cui si trova la Death Valley. Esistono vari tipi , infatti, che variano per caratteristiche quali forma, intensità e colore. Generalmente un’aurora si presenta con varie sfumature di colore verde.

Il colore dipende da quale gas viene investito dalle particelle cariche provenienti dal sole. Verde è sinonimo quindi di ossigeno, come anche blu. E rosa? Questa particolare colorazione può derivare da molecole di azoto, le quali sono in grado di dare vita ad aurore rosse o blu. Può accadere che in presenza di una Coronal Mass Ejection ( o espulsione di massa dalla corona del sole) le particelle come protoni e elettroni presenti nel plasma solare vengano accelerati a una velocità di 1000 Km/s a causa delle temperature che le esplosioni di vento solare raggiungono a livello della corona. In questo stato di eccitazione l’effetto che le particelle cariche provenienti dal sole hanno sul gas atmosferico permette di visualizzare il particolare colore rosato. Che la troupe non si è lasciata sfuggire l’occasione di riprendere.

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L’Highlander delle piante

Senti il termine riscaldamento globale alla radio (global warming)…… e un brivido ti corre lungo la schiena. Messi da parte gli allarmismi, negli ultimi anni si sente parlare sempre di più degli effetti dell’aumento della temperatura globale sulle calotte ghiacciate che si trovano a entrambi i poli del nostro pianeta. Annualmente i ghiacci infatti si estendono fino a coprire un’area massima nel mese di Marzo e si ritirano fino a un’area minima dopo la fine di Agosto. Curiosando nel rapporto che la World Metereological Organization (WMO) ha stilato per il passato 2012 ho scoperto che l’anno scorso è stato registrato nel circolo artico un valore minimo che non raggiungeva i 4 milioni di metriquadri, che è  un record per gli ultimi 34 anni di studi. Il 2012 è stato anche un anno interessato da differenti eventi particolari come i danni causati dall’uragano Sandy, le temperature fredde che hanno accompagnato l’Europa e le inondazioni che hanno interessato parti del mondo quali il Pakistan.

Il ritiro dei ghiacci però a volte lascia anche qualche sorpresa positiva. In questo caso l’ha lasciata a Catherine LaFarge e i suoi colleghi con i quali lavora come ricercatrice per l’Università di Edmonton in Canada. Come spiega un articolo recente del giornale Le Scienze ha rinvenuto sull’isola di Ellesmere nell’arcipelago artico canadese delle piante che sono sopravvissute a 400 anni di prigionia fra i ghiacci. Risalirebbero infatti fino alla Piccola Età Glaciale . Come fanno a dirlo direte? In questi casi quando si vuole conoscere l’età di un organismo si usa l’analisi al radiocarbonio C-14. Fra i vari elementi tutti gli organismi sono costituiti dal carbonio. Gli elementi possono avere però delle varianti , le quali decadono nel tempo per diventare altre varianti dello stesso elemento o di altri. 

Questo decadimento  inizia dalla morte dell’organismo in poi. Dal momento che si conosce il tempo nel quale la quantità totale di C-14 in un organismo si dimezza è possibile risalire a che epoca o era esso ha vissuto.

Macinando gli steli e le foglie i ricercatori canadesi hanno provato a vedere cosa succedeva seminando i resti ottenuti su un terreno. Il 30% dei campioni che sono stati trattati in questo modo hanno dato vita a piante nuove.

Le piante di cui si è parlato finora appartengono alla divisione definita come briofite, la quale racchiude al suo interno i Muschi e le Epatiche. La capacità di rigenerazione deriva dal fatto che le loro cellule sono in grado di tornare allo stesso stato totipotente (cioè in grado di permettere la generazione di qualsiasi cellula che le compone) che possiedono come embrioni. Le temperature glaciali hanno spinto in quello stato  di quiescenza (una sorta di letargo per i vegetali) queste piante antiche, e solo il cambiamento di temperature e le nuove condizioni hanno “riacceso” il loro metabolismo.

Pietro Omodeo-Associazione Italiana di Scienze Naturali (AISN)

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La parola alla formica

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Si comunica tra esseri umani in tanti modi:gesti, sguardi, parole……Le formiche  hanno un loro modo tutto particolare per farlo tramite molecole prodotte dalle loro stesse ghiandole e che in uno slang comune a tutti i biologi prendono il nome di feromoniQuesti piccoli insetti possono dire tante cose con la chimica: “Fermo qua!”- “Attento c’è un pericolo!” -“Io appartengo all’aristocrazia!”……..L’organo che permette questa svariata interazione sono le antenne sottili dette funicoli che permettono di captare questi segnali. Un po’ meno noto però risulta il fatto che le formiche possano “parlare”….Si tratta infatti della emissione di onde sonore tramite lo sfregamento delle zampe posteriori su di un particolare organo a punta posizionato a livello del loro addome. Questa capacità è stata scoperta da diversi anni in  specie del genere Myrmica che vivono in Europa e in Asia. Più recentemente un entomologo del Centre for Ecology & Hydrology, Wallingford (UK), Karsten Schönrogge, ha scoperto insieme alla sua equipe qualcosa di più su questo stile comunicativo. Le formiche adulte sono infatti l’ultimo stadio nello sviluppo di questo essere vivente, dalla nascita in poi si trovano in linea temporale le larve, le pupe immature e le pupe mature. Registrando i diversi stadi della Myrmica scabrinodis con un microfono molto sensibile Karsten si è accorto che oltre alle adulte anche le pupe mature sono in grado di emettere suoni. Il segnale sonoro sarebbe un HELP! diretto alle operaie adulte. Le operaie infatti in caso di pericolo cercano di prestare aiuto agli altri abitanti del formicaio. Non sono però delle vere e proprie buon samaritane, infatti danno precedenza alle pupe mature rispetto agli altri stadi. L’equipe inglese ha potuto constatare che eliminando l’organo a forma di punta da alcune pupe mature, le operaie non le salvavano. Il suono prodotto anche in questo caso permette quindi di definire il proprio rango….

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Spaceballs

Notte stellata…..se vi piace osservarle le stelle,  sappiate che  anche tra gli insetti qualcuno ci fa compagnia. Lo scarabeo stercoraro detto Scarabeus satyrus , infatti, si rivela un “astronomo” secondo le ricerche del biologo Lund Eric Warrant, ricercatore dell’Università di Lund (Svezia).

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Le sue caratteristiche abitudini sono note a tutti: lo scarabeo maschio crea una palla di sterco che accompagna con la sua partner per sotterrarla, sarà infatti la fonte di cibo per la prole. Nonostante queste tendenze poco aristocratiche, questo insetto secondo gli studi svolti in SudAfrica dal gruppo di Warrant si orienta scrutando le stelle. La scoperta è stata casuale perchè i ricercatori si sono accorti in una notte in cui la luce della luna era assente o molto ridotta che gli scarabei mantenevano traiettorie rettilinee facendo rotolare la palla. Dopo aver verificato con diverse prove questo curioso fatto, i ricercatori hanno voluto approfondire e scoprire se ci fosse un  gruppo particolare di stelle che attraessero l’attenzione dello scarabeo. Disponendo del planetario di Johannesburg gli scenziati hanno potuto appurare che la via Lattea è quella a cui il comportamento dello scarabeo rispondeva. Per lo scarabeo è importante riuscire a orientarsi perchè gli permette di rubare palle di sterco pronte, opera di qualche suo simile, in modo da darsela a gambe il prima possibile. Quanti altri insetti sono allora capaci di orientarsi tramite la volta stellata?

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Le foreste di pietra e di fossili

“Then he changed the new forest to rocks”. Alcune leggende hanno un fondo di verità…Esistono infatti nel nostro mondo differenti “foreste di pietra” che si sono formate attraverso la sostituzione della materia organica da parte di quella inorganica, processo che richiede milioni di anni. Una delle più famose è la Petrified Forest in Arizona in cui resti di alberi appartenenti al Giurassico hanno subito lentamente la infiltrazione di silicio tanto da assumere la consistenza della roccia.

Anche in una delle terre più antiche del Mediterraneo, la Sardegna, si trovano questi luoghi magici. Il panorama italiano offre la possibilità di incontrare una di queste bellezze patrimoniali anche in Liguria. Nei pressi di  Livorno è, inoltre, presente una foresta di pietra con un età di ben 10 milioni di anni. Qui gli alberi sono stati coperti da silice e quarzo cristallino, la cosa più incredibile è che l’anatomia delle piante rimane invariata dalla mineralizzazione.

La foresta di Dunarobba, vicino ad Avigliano, non è un esemplare di foresta pietrificata, ma un cimitero dalle sembianze lunari di conifere giganti fossilizzate che un tempo (3 milioni di anni fa ) raggiungevano anche i 30 metri di altezza. Un altro esempio di foresta fossilizzata è quella di Lesbo antica quasi 20 milioni di anni. Una caratteristica che la accomuna a quella di Dunarobba è la verticalizzazione dei reperti fossili70010324-petrified-forest_2126_600x450.

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Razionalità bestiale

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Forse troppo spesso l’uomo si definisce in una cerchia lontana da quella animale…..Quanto però la cosiddetta razionalità incide nelle scelte umane? Sono casi come quello di questo 14 Dicembre 2012 che lasciano spiazzato ogni preconcetto scientifico. Lo schoolshooting è un fenomeno molto presente nei paesi industrializzati e dove la vendita di armi è legale come gli Stati Uniti d’America. La possibilità che un minorenne commetta una strage dal nulla è elevata a causa anche di una cultura da far west.

Non è solo l’omicidio di massa che caratterizza uno schoolshooter: spesso il suicidio è l’atto finale di queste scene di inspiegata follia. Per quanto alcune di queste persone siano soggetti con patologie psichiatriche, altri sono un prodotto della società umana. Come nel caso della Columbine High School . I due ragazzi autori del massaccro avevano una storia alle spalle  per la quale erano definibili come outsider: termine comune nelle scuole americane per definire persone lontane dalla vita sociale scolastica.

L’accuratezza nei dettagli di queste stragi deve avere del razionale, ma la brutalità ricorda quella di un cane rabbioso sguinzagliato. Strano è un aggettivo che si accosta quindi alla natura umana. Sono questi picchi di violenza non direzionata che definiscono più di che un semplice mito la follia omicida e suicida dell’uomo. Miti scientifici come i suicidi di massa dei lemmings, roditori artici, sono nell’immaginario collettivo mentre il suicidio dei kamikaze nelle missioni estreme è fin troppo reale. Se è la razionalità umana a permettere la produzione delle armi, è anche la razionalità che guida il dito premuto sul grilletto ? La stessa follia omicida è un prezzo che l’uomo paga come contraccolpo alla sua razionalità?C’è forse un processo evoluzionistico anche in questa caratteristica solamente umana? Sicuramente la presenza delle armi è direttamente legata alla violenza omicida come mostrano alcune statistiche del 2007 a opera dell’UNODC.

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Fiocchi come numeri

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Sarà la nostalgia del clima natalizio che avrà spinto il matematico Cliff Reiter a riprodurre in casa propria una “nevicata”. Non convinto infatti che la struttura affascinante e precisa nei minimi particolari dei fiocchi di neve sia riconducibile a calcoli  complessi, ha provato a ottenere dei cristalli con quelli che si definiscono automi cellulari. Il nome fuorviante non deve confondere perchè altro non sono che regole matematiche semplici che in modo ripetuto possono dare forma a modelli complessissimi, come l’architettura di queste opere d’arte naturali. Incredibile il fatto che Reiter sia riuscito a ottenere i fiocchi anche solo da due semplici parametri. Un vero matematico sa forse infondo che la risposta è sempre più semplice di quel che si crede.

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Morning glory clouds : tornado orizzontali

Questa galleria contiene 7 immagini.

Belle e oniriche: queste sono le sensazioni che scatenano queste particolari nuvole. Non fatevi ingannare, perchè la calma sonnacchiosa non è una loro caratteristica. Sono, infatti, veri tornado orizzontali che possono trovarsi a 1 o 2 Km dal suolo e … Continua a leggere

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Quando il gioco si fa duro……i duri tirano fuori le ali

A quanto pare Stanley Kubrik dovrà rivedere la scena iniziale del suo capolavoro Odissea nello spazio. Un pennuto dalle curiose capacità mina il primato posseduto, secondo l’immaginario collettivo, dai mammiferi: la strategia. Infatti, il Corvo della Nuova Caledonia (questo è il suo soprannome) è in grado di compiere azioni che permettono all’animale di risolvere problematiche semplici. Un esempio: se messo di fronte a un vasetto contenente del cibo e un fil di ferro, il corvo riesce dopo vari tentativi a piegare il fil di ferro e usarlo come uncino per procurarsi il cibo. Che i primati e altri mammiferi fossero abili in questo era finora noto, ma da quando il pennuto “ci ha messo il becco” è probabile che la teoria evolutiva verrà ripresa in considerazione

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